
Mi sembra giusto dedicare il primo post all’attrezzatura fai da te per fare cinema che viene subito in mente a qualsiasi profano: il dolly. Nella fattispecie, un DIY Skate Dolly, cioè un dolly fai da te con ruote da skateboard o pattini. Il dolly è una delle attrezzature più utilizzate nel cinema e nel filmmaking, e consiste in qualsiasi cosa si possa spostare in modo liscio e fluido per muovere la macchina da presa. Solitamente ha ruote che scorrono sui binari, ma molti usano carrelli, sedie a rotelle, sedie da ufficio. Un piccolo budget può bastare per una grande idea!
In Internet si trovano centinaia di progetti su come costruirne uno (come trovarli?), dopo averne studiato qualcuno ho deciso di dedicarmi alla grande impresa.
Mi sembra utile scrivere un paio di dritte che a mio parere migliorano la struttura del dolly. La procedura si capisce dalle immagini, ma è davvero semplice.
La prima dritta riguarda i binari in PVC. Occorre fare in modo che il passaggio del carrello sia il più fluido possibile. Ogni saltello o irregolarità è ben visibile nelle riprese, e il fenomeno aumenta proporzionalmente all’aumento della lunghezza focale. L’ideale sarebbe avere un unico, lungo, binario, ma i problemi di trasporto sono ovvi. Nel mio caso ho creato due binari da 5 metri, ognuno composto da 5 pezzi da un metro, giuntati dall’interno in modo da resistere saldamente, ma facilmente assemblabili.
Dopo aver visto molti progetti più o meno audaci con viti, cunei di legno, barrette di legno arrotolato con nastro da pacco, mi sono rivolto a un amico tornitore con cui in un’oretta rilassata di lavoro ho creato dei giunti in alluminio. Leggeri, resistenti e anche belli da vedere.
Tengono che è una meraviglia.
Sono cilindri cavi di circa 5 cm di lunghezza, incollati per metà in un tubo in modo da non incastrarsi all’interno durante il montaggio. L’altra metà che sporge si infila precisa nel pezzo di binariosuccessivo senza staccarsi durante il passaggio del carrello. Una scanalatura ad anello da una parte del giunto, poco distante dal bordo, permette alla colla di fare presa. Io ho usato del Super Attak, ma qualsiasi colla simile è perfetta.
La serie di giunti che ho usato forma due terminali per binario, un doppio maschio centrale e due femmine per collegare il maschio centrale con i due terminali. Nell’ordine: terminale-femmina-maschio-femmina-terminale

I binari sul carrello. Dall'alto: il terminale, il doppio maschio, la doppia femmina.

Dettaglio del binario. Il giunto esce per metà ed è a filo con il diametro interno del tubo (3.5cm). Una leggera pressione lo inserisce nel tratto successivo di binario.
Le altre due dritte riguardano la costruzione dell’impalcatura per le ruote e la loro disposizione.
Solitamente i progetti che si trovano indicano di utilizzare un profilato angolare a cui attaccare le ruote, fissando lo stesso alla tavola tramite diversi bulloni che lo trapassano nella piega ed escono dall’altro lato del ripiano.
Io ho preferito rivolgermi a un fabbro e farmi piegare una lamiera su misura, abbastanza spessa da non flettersi, e saldare quattro piedini per il fissaggio. Il motivo è che un bullone che trapassa la piega indebolisce la struttura dell’angolare, e la pressione data dal peso della videocamera e del treppiede rischia di appiattirlo, disallineando le ruote. Al contrario, quattro piedini ai lati evitano che l’angolare si “afflosci” su se stesso.
Inoltre, per evitare di fuoriuscire dall’altra parte della tavola e avere così una superficie completamente liscia, ho fissato gli angolari tramite quattro viti autofilettanti corte invece che bulloni.
Ho sfalsato la posizione delle ruote per evitare che passino contemporaneamente sui giunti, riducendo ulteriormente i saltelli.

Dettaglio dell'angolare del dolly con le viti di fissaggio. Si vede anche la posizione sfalsata delle ruote.
Le ruote utilizzate sono STAR HD 80, con cuscinetti, da pattinaggio artistico, recuperate a costo zero da una pattinatrice.
Per il fissaggio di ognuna ho usato un bullone del 6, due ranelle lisce, due ranelle zigrinate e tre dadi. È importante mettere le due ranelle lisce da una parte all’altra della ruota, una a contatto con la testa del bullone e una con il primo dado. La ruota deve essere libera di girare, quindi il primo dado deve essere appena appena a contatto. Per evitare lo spostamento verso la ruota, lo si stringe a una ranella zigrinata e a un controdado.
Ed ecco il secondo vantaggio di non avere un bullone in mezzo all’angolare: una chiave inglese riesce a passare tranquillamente sotto al pezzo per svitare entrambe le ruote, nel caso vadano sostituite o cambiati i cuscinetti.

Un’altra modifica che farò presto sarà rivestire le ruote con un panno, una fascetta di gomma o qualcosa che renda lo scorrere sul binario meno rumoroso.
Ecco un primissimo video di prova. Non è un granchè dal punto di vista artistico, ma rende l’idea della fluidità. Ne arriveranno altri!
E’ un blog di merda…ma fa ridere! [cit]
Si aprono con sincerità i commenti a questo blog!
Ottimo! È un ibrido dolly-carrello se non ho capito male. Mi sarà utilissimo per il film che spero di girare tra qualche mese
Hai capito bene. Lo sto usando per le riprese del corto che sto girando – avrai sicuramente letto qualcosa nel blog – e mi sta dando grandi soddisfazioni. Tanta resa poca spesa!
Mi piacerebbe vedere questo film che stai girando e seguirne lo sviluppo! Hai un blog?
Ho un blog, anche se al momento non parla assolutamente di cinema: http://webent.altervista.org/
Pensavo di aprire un blog dedicato non appena terminati i ritocchi alla sceneggiatura: ti farò sapere!
Please! Sono curioso di seguire il progetto.
Intanto ti inserisco nel blogroll, vedo che parli di Linux che è un argomento che mi interessa e che è sempre in testa alle classifiche nelle discussioni tra amici, anche grazie a Cippaciong, il vero esperto Linux, che ha scritto il primo commento a questo articolo.
Grazie!
Uno degli aspetti positivi di Linux è che non mi sta deludendo riguardo alla disponibilità di software “per fare cinema”.
Dici? Io conosco Cinelerra e KdenLive, ma oltre a quelli non ne conosco altri validi. Devo dire che pur essendo ottimi programmi di editing video li trovo ancora poco maturi rispetto a Premiere, Final Cut o Avid. Dipende dalle esigenze che ha ognuno, però certe funzionalità avanzate dei programmi commerciali non le ho ancora trovate in quelli Open Source. Insomma, mentre Linux e i software Open Source sono ottimi a mio avviso per l’uso comune del pc, l’uso da ufficio, l’uso come server, non ho ancora trovato ciò che mi soddisfa a livello di programmi di grafica e video editing. Approfondirò la questione comunque, perchè scoprire il programma giusto per fare editing su Linux sarebbe una vera manna!
Io uso kdenlive. È vero che alcune funzionalità avanzate (e non!) non sono paragonabili a quelle dei programmi commerciali, ma per un buon 90% del lavoro che faccio io… lo uso felicemente. Soprattutto considerando che è gratuito.
Anche celtx, ad esempio, non mi aspettavo di vederlo su Linux.
Un progetto che sto seguendo con interesse è l’editor video VLMC: se ha la stessa qualità di vlc siamo a posto
ciao grandesballo
vorrei sapere se il progetto finisce qui o prevede anche traversine per i binari; mi pare poi di capire che si tratta di un carrello per sola telecamera, e non anche per l’operatore..
Hai capito bene, è un carrello per sola telecamera. L’ho progettato così per esigenze di trasporto e leggerezza, ma ti posso assicurare che permette di effettuare ottime riprese e garantisce una certa stabilità.
Le traversine non sono previste, ma crearle è facilissimo: ti bastano alcune assicelle di legno a cui puoi inchiodare dei blocchetti che mantengano fermo il binario appoggiato su di essi, senza impedire lo scorrimento delle ruote.
Ti posso assicurare comunque che il binario rimane automaticamente in posizione una volta che il carrello è stato fatto scorrere su di esso.
L’unico problema è che se il terreno non è in piano il binario tende a flettere, ma per quello è sufficiente sistemare alcuni spessori nei punti critici del terreno.
Se prevedi di creare una tua versione, magari aggiornata con traversine e posto per l’operatore, mi piacerebbe vederla, se mi mandi le foto le pubblico volentieri!
Scusa ma dove sta la parte DIY?
Le due parti fondamentali sono state realizzate da un tornitore e da un fabbro!
Tu hai solo stretto le viti!
Ahahah