The Underwater Realm – 5 film girati sott’acqua

The Underwater Realm è un progetto di 5 cortometraggi creati dalla Realm Pictures, una piccola ma brillante produzione indipendente inglese diretta da David M Reynolds.

Li ho conosciuti solo oggi, ormai da qualche giorno hanno iniziato la fase di post produzione, ma mi è bastato vedere pochi secondi dei filmati di aggiornamento che vengono pubblicati settimanalmente sul loro blog per capire lo spessore del loro lavoro, e la storia che raccontano è molto, molto interessante.

The Underwater Realm logo

Un popolo scomparso

The Underwater Realm parla di un popolo che da 3000 anni vive sul fondo degli oceani terrestri. Nessuno sa come ci sia finito e come abbia fatto a sopravvivere adattandosi alla vita subacquea, e il limite tra leggenda e realtà è estremamente sottile.

Durante questi 3000 anni però la misteriosa popolazione ha avuto sporadici contatti con alcuni esseri umani: un odierno sommozzatore nel Mar Rosso, un pilota del caccia Spitfire nel 1942, l’equipaggio di un galeone spagnolo nel 1588, una donna celtica nel medioevo fino al 149 a.C., ai tempi del nostro Impero Romano.

Cosa troveranno queste persone sul fondo dell’oceano? Come reagiranno all’incontro con il popolo sommerso?

Effettivamente speciale

Quello che rende The Underwater Realm unico è la scelta di girare scene subacquee, con tutte le complicazioni e sfide del caso. Al di là dei costi per l’attrezzatura, il Team di Realm Pictures ha avuto che fare con una serie di problemi logistici e tecnici da risolvere per creare un ambiente credibile come fondale oceanico avendo a disposizione delle normali piscine in cui girare le scene. Problemi che necessitano di menti estremamente creative per essere risolti.

È la prima volta che una produzione indipendente si imbarca in un’impresa simile, e se ce l’hanno fatta è anche grazie ai contributi degli utenti di Kickstarter, che hanno raccolto nel giro di 30 giorni più di 100.000 $, che insieme agli aiuti del Raindance Film Festival vengono utilizzati solo per coprire le spese vive dei lavori. Tutti i membri del Team infatti stanno svolgendo il proprio lavoro come volontari, per il solo amore del progetto.

Ma quali sono le difficoltà che la produzione ha risolto?

Nuovi metodi di ripresa

Non appena le riprese subacquee sono iniziate, la produzione si è accorta che il metodo del green screen per eliminare le pareti delle piscine non funzionava a dovere. Utilizzando un pannello verde infatti si andavano a perdere in ripresa tutti gli effetti di luce dell’acqua, sia sugli attori, sia sugli elementi dell’ambiente subacqueo che gli artisti avevano preparato con tanta cura.

Hanno quindi deciso di iscpirarsi ai vecchi film e utilizzare la tecnica del Matte Painting, cioè un semplice sfondo pitturato. In realtà tanto semplice non è stato, perchè hanno dovuto creare un’immagine ad alta risoluzione di un fondale oceanico e stamparla su un telo plastificato di 13×4 metri. In questo modo sono riusciti, usando una ridotta profondità di campo, a ricreare l’illusione di uno sfondo oceanico senza perdere tutti gli effetti che le riprese sott’acqua possono dare alla magia del cinema.

La luce nell’acqua

Eve Hazelton, la Direttrice della Fotografia dei film, ha dovuto studiare nuove tecniche di illuminazione per ricreare l’effetto dei raggi di luce riflessi dall’acqua marina. L’iniziale tecnica di proiettare una luce da terra verso il soffitto e di rifletterla tramite un telo argentato che si muoveva con moto ondoso sembrava inizialmente perfetta, finché qualcuno si è accorto che i raggi di luce in questo modo venivano fatti oscillare, come se fossero dei faretti posti sul soffitto, rendendo la scena finta, lontana dall’esperienza che tutti hanno degli effetti della luce sott’acqua.

Le onde del mare infatti non fanno oscillare i raggi di luce che filtrano attraverso l’acqua, ma ne modificano intensità, li tagliano e li piegano, modificando le zone “a fuoco”.

Eve ha quindi trovato un metodo alternativo che consiste in un pannello motorizzato da posizionare davanti al faretto, con un vetro smerigliato sul quale passa un disco intagliato con forme casuali che ricreano un effetto molto più simile a quello dell’acqua.

Eve si è anche occupata di un sistema di luci con una potenza adeguata ad illuminare l’interno di un galeone spagnolo, con forti raggi di luce che entrano attraverso le grate e si mischiano con la polvere dello scafo. Ne parla approfonditamente sul blog di Philip Bloom, esperto filmmaker inglese che è anche produttore esecutivo del progetto ed amico di Eve.

Attrezzatura e Sirene

La flessibilità di Eve nel proporre nuove tecniche di illuminazione è solo una delle potenzialità del Team. Poco prima delle riprese sono iniziati i provini per gli abitanti del popolo sommerso, a cui si sono presentati attori, sommozzatori, atleti di nuoto sincronizzato e una ragazza che si è allenata a nuotare come le sirene.

Infine hanno anche costruito una custodia impermeabile su misura per la RED Epic che hanno usato per le riprese, oltre ai sistemi di respirazione a circuito chiuso per i cameraman, che hanno potuto respirare sott’acqua senza emettere le bolle che avrebbero rovinato le scene.

 Il futuro

Dopo la creazione di questi 5 film, il Team di Realm Production ha in mente di trovare le risorse per girare una trilogia di lungometraggi ambientata nel mondo sommerso che hanno creato.

Dal lavoro che hanno fatto in queste 71 settimane di pre produzione e riprese meritano di vedere realizzati i loro sogni. Sul loro blog trovate una marea – è il caso di dirlo – di video di backstage che proseguono di settimana in settimana, grazie ai quali inizierete ad affezionarvi al loro ambizioso progetto. Che siate esperti o no, se vi ci immergerete difficilmente riuscirete a risalire in superficie.

Se poi volete aiutarli nella post produzione o semplicemente seguirli nella loro avventura subacquea li trovate nei link qui sotto.

Pubblicate, condividete e diffondete il lavoro di questi ragazzi, o l’anno prossimo al mare qualcuno vi porterà giù tirandovi per le pinne. Siete avvisati!

The Underwater Realm – Blog ufficiale
The Underwater Realm – Vimeo
The Underwater Realm – Facebook
The Underwater Realm – Twitter
Realm Pictures – YouTube

Informazioni su Giacomo Sardelli

Autore del blog, studia Film and New Media alla NABA di Milano. Dopo il pronto intervento di The Ambulance e la fantascienza di Further Up Yonder sta lavorando ad un documentario sulla sua esperienza nella tribù ugandese dei Karimojong. Nel frattempo viaggia all'indietro fino al 1337 con un cantastorie australiano sulle tracce del destino segreto di Re Edoardo II d'Inghilterra.

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