MōVI – la nuova rivoluzione del cinema

MōVI lanciato al NAB 2013 di Las Vegas

MoVI MōVI di Freefly SystemÈ stato definito game changing – rivoluzionario, e a quanto pare il MōVI, prodotto da Freefly System di Seattle è uno strumento per chi fa cinema che apre molte strade alternative per fare riprese molto più velocemente rispetto ai sistemi tradizionali, e in modo economico. È arrivato a sopresa ed è già la star del NAB 2013, l’annuale fiera di Las Vegas per le tecnologie per i media.

Non è una camera

Rivoluzionario è ciò che permette di realizzare qualcosa in maniera totalmente diversa da come si è sempre fatto. In questo senso Continua a leggere

Importare sottotitoli SRT in After Effects CS6

Tutorial per inserire automaticamente sottotitoli in After Effects CS6 (CS5 e CS4) partendo da un file .srt

Può capitare di dovere inserire dei sottotitoli integrati direttamente in un video (hard-coded), di cui magari abbiamo già la versione dei sottotitoli in .srt.

In questo tutorial vedremo come utilizzare uno script per After Effects per inserire i sottotitoli nel posto giusto a partire da un file .srt, senza doverli trascrivere manualmente.

Per chi preferisse i tutorial scritti, può leggere i vari passaggi con immagini sotto al video.

Il codice da copiare è a disposizione su scientific Swede

 Tutorial scritto con immagini

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The Underwater Realm – 5 film girati sott’acqua

The Underwater Realm è un progetto di 5 cortometraggi creati dalla Realm Pictures, una piccola ma brillante produzione indipendente inglese diretta da David M Reynolds.

Li ho conosciuti solo oggi, ormai da qualche giorno hanno iniziato la fase di post produzione, ma mi è bastato vedere pochi secondi dei filmati di aggiornamento che vengono pubblicati settimanalmente sul loro blog per capire lo spessore del loro lavoro, e la storia che raccontano è molto, molto interessante.

The Underwater Realm logo

Un popolo scomparso

The Underwater Realm parla di un popolo che da 3000 anni vive sul fondo degli oceani terrestri. Nessuno sa come ci sia finito e come abbia fatto a sopravvivere adattandosi alla vita subacquea, e il limite tra leggenda e realtà è estremamente sottile.

Durante questi 3000 anni però la misteriosa popolazione ha avuto sporadici contatti con alcuni esseri umani: Continua a leggere

Lo Swishblog di Winchester Light

Swishblog, un blog che sfruscia.

Treno a vapoe ad Alresford, passaggio da uno Swishblog

Swish!

Una serie di riprese di diversi momenti o situazioni legate l’una con l’altra da rapidi movimenti di camera verso l’alto o il basso, o destra o sinistra, come se tutto avvenisse in un’unico posto. È lo Swishblog, un modo di fare videoblogging inventato da Justin Johnson, un utente di Vimeo.

Dato che ieri sono partito dall’Inghilterra e ho portato con me l’attrezzatura per le riprese, ne ho approfittato per filmare tutti i momenti del viaggio che è iniziato a Pavia alle 6.30 del mattino ed è terminato a Winchester esattamente 12 ore dopo, tappe incluse!

Tutto il materiale filmato mi servirà in autunno per un nuovo progetto, nel frattempo ho colto l’occasione per sperimentare questa tecnica che ho conosciuto da poco. Il video, come sempre, lo torvate più sotto. Se volete scoprire di più su quello che succede qua in Inghilterra, visitate il blog del Mondo di Tels!

Sicuramente là fuori c’è qualcuno che può fare meglio di me nelle condizioni in cui ero ieri sera, quindi non fate i timidi! Commentate postando lo Swishblog della vostra giornata, si può fare anche con il telefono e può durare quanto volete.

Swish!

Aumentare le visite su YouTube: 5 consigli facili


Come aumentare le visite ai video di YouTube
Come aumentare le visite su YouTube

Per aumentare le visite su YouTube esistono diverse strategie, che corrispondono bene o male alle regole SEO valide per ogni sito internet. Premetto che a mio parere sono meglio 100 visite che portano a commenti interessanti, che 1000 visite di persone a cui non interessa minimamente il nostro video.

È comunque un bel traguardo avere molte visite al proprio video su YouTube. La maggior parte degli utenti infatti raggiunge con difficoltà numeri superiori a 100 visite nel breve periodo, e generalmente dopo il momento del lancio le views iniziano a ristagnare.

Un don’t prima di buttarci a capofitto nell’argomento: non pagate mai per avere più views! Vi spiego perchè al punto 3.

5 consigli per aumentare le visite su YouTube

I metodi che vi suggerisco sono testati personalmente, ho lanciato diversi video con account di lavoro e personali, ultimo tra tutti il mio corto The Ambulance. Ed eccoci subito alla prima regola:

1 – Diffondere il video fuori da YouTube

Avete un blog o un sito? Siete attivi sui social network? Sono tutti luoghi perfetti per far conoscere il proprio video e diffonderlo. Se gestite un blog discretamente seguito (il mio ad oggi ha circa 100 visite al giorno) siete avvantaggiati: potete infatti inserire un link al vostro video, come ho fatto io qualche riga più in alto, e state sicuri che qualcuno lo cliccherà. Chi? Sicuramente qualcuno che saprà apprezzare il vostro video, dato che può leggere informazioni a riguardo dal vostro blog. In un giorno, quindi, valutando 100 visualizzazioni del blog, ne avrete come minimo una cinquantina che arriveranno al vostro video, e saranno tutte visite di qualità.

Avete cliccato? Bene, allora il punto 1 funziona. Non avete cliccato? Fatelo!

Ogni post del blog può essere poi pubblicato sui social network, che creano un volume di visite non indifferente, portando utenti a raggiungere il vostro blog e a cliccare sul vostro video, generando visite su entrambi i vostri contenuti.

Non è poco! Facebook e Twitter permettono agli utenti di condividere e amplificare il vostro messaggio. Più il video, o l’articolo del blog, è di qualità, più volentieri verrà distribuito. Circa l’80% delle visite a un video su YouTube viene da condivisioni su Facebook e Twitter. Anche blog altrui e forum sono luoghi di condivisione. Mettete un link nella vostra firma nei forum e postate thread interessanti su argomenti simili al vostro video, cercate blog che parlano del vostro argomento e sforzatevi di scrivere commenti sensati. Non fatevi pubblicità sconsiderata, peggiora solo le cose. Meglio cercare di essere intelligenti, paga sempre! Questa considerazione ci porta al punto 2.

2 – Intrigate e tenete attiva la vostra community

Le persone che vi seguono, che vi leggono e che vi guardano non sono vacche da mungere. Sono amici e conoscenti che hanno la loro vita e i loro interessi. Hanno un cervello che è affamato di cose belle e intelligenti. Soprattutto, sarebbe buona cosa seguire e rispondere a chi ci dà supporto. Tutte le persone che mi hanno chiesto di The Ambulance sono state felici di condividerlo, e credo siano anche state contente delle mie risposte di gratitudine alla loro condivisione. Hanno speso del tempo per condividere e commentare, non lasciatele sole! Che brutte persone sareste?

Quindi sia che siate sul vostro blog, sul vostro canale di YouTube, su Facebook o Twitter, sui forum e blog altrui, rispondete, tenete viva la conversazione e l’attenzione! È la cosa più importante, e i risultati non tarderanno ad arrivare. E sarete anche educati.

3 – Usate in modo appropriato descrizione e tag

YouTube appartiene a Google. Ho già detto tutto. Significa che è il portale di video con il motore di ricerca più avanzato ed efficace. Sfruttatelo!

Scrivete una descrizione pertinente al vostro video, pensate ad alcune parole chiave e cercate di usarle nei vari campi che YouTube vi chiede di compilare quando caricate un video. Questo è importantissimo per aumentare le visite e ottenere risultati da una ricerca organica. Il SEO non è valido solo per siti internet, ma vale anche su YouTube. Google stesso ci offre uno strumento utilissimo per decidere quali parole chiave usare per aumentare le visite ai video: lo Strumento per parole chiave, appunto.

Pensate a quali parole descrivono il vostro video, mettetevi nei panni di chi cerca: come vorreste che la gente trovasse il vostro video? Scrivete la parola (o la frase) nel campo appropriato e controllate il numero di ricerche e la concorrenza per quella parola.

Non puntate alle parole troppo cercate con alta concorrenza: conviene concentrarsi su quelle con bassa concorrenza, per ovvie ragioni. Aggiungetele in modo furbo alla descrizione e nei tag. Ricordatevi la coerenza: Google, e quindi YouTube, sa cosa state scrivendo. Quindi cercate di restare nello stesso ambito tra i vari tag e la descrizione che inserite.

Il vostro video su YouTube aumenterà con più facilità le visite.

Come vi dicevo all’inizio, non pagate mai per le aumentare le visite su YouTube: gli algoritmi di Google sono studiati per capire se le visualizzazioni arrivano da utenti reali oppure da bot o script, quindi stareste solo buttando via i vostri soldi. E poi non è appagante, oltre che scorretto e triste. L’unico metodo a pagamento che potreste valutare è quello di AdWords per i video, ma si tratta di un investimento considerevole, più adatto forse ad aziende che vogliono pubblicizzarsi.

4 – Aumentate le iscrizioni al vostro canale

Ci ricolleghiamo al punto 2: oltre a mantenere buoni e fruttuosi rapporti con la vostra comunità online, è buona cosa accrescerla. Guardate altri video, cercate utenti a voi affini, commentate i loro video e iscrivetevi ai loro canali. Spesso sarete ripagati con iscrizioni al vostro canale, commenti e nuove visite al video.

Tutti gli utenti che si iscrivono al vostro canale riceveranno una notifica via mail ogni volta che caricherete un video, e sarà più facile che vengano a vederlo, aumentando le visite. Inoltre comparirete nelle loro pagine e nei loro feed, rendendo possibile a chi li segue di raggiungere anche voi.

5 – Inserite video di risposta

Questo è forse il punto più difficile da ottenere, ma una volta raggiunto l’obiettivo le visite al video aumenteranno considerevolmente. Se rispondete a un video con molte visualizzazioni e l’autore di quel video accetta la vostra risposta, otterrete un’ottima visibilità su tutti gli utenti che guardano quel video. Inoltre comparirete tra i video consigliati.

Per aggiungere un video di risposta è sufficiente utilizzare la casella per i commenti: in basso a destra vedrete l’opzione “Crea un video di risposta“. L’unico limite è costituito dal fatto che un video può essere abbinato come risposta a un solo altro video.

6 – Bonus

Ok, ho detto che i consigli sarebbero stati 5, ma voglio darvi un sesto consiglio. Esiste anche (soprattutto!) il mondo offline. Una buona parola e un buon commento sul vostro video da qualcuno che incontrate per strada, a lavoro, in università o davanti a una birra vale più di 100 like su Facebook o di 10 retweet. Se non avrete il numero di visite sperate su internet non abbattetevi, c’è di peggio! Ad esempio l’acqua improvvisamente fredda sotto la doccia.

Pensate piuttosto ad altri metodi di diffusione, su canali più appropriati. Se avete girato un corto potete a iscriverlo a diversi concorsi e festival, e un’apparizione a uno di essi ha un prestigio non da poco, senza contare la vostra soddisfazione!

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Sfarfallio delle lampade a fluorescenza, come evitarlo nei video


Lo sfarfallio nei video può capitare quando si effettuano riprese di interni e si ha a che fare con diverse fonti di luce, che devono sempre essere prese in considerazione per ottenere l’aspetto desiderato nelle riprese.

Al di là del corretto bilanciamento del bianco a seconda delle condizioni di luce durante una riprese è necessario sapere come trattare le lampade a fluorescenza, che causano non pochi problemi a chi non ci fa caso. La luce emessa da questo tipo di lampade infatti non è costante, ma è il risultato di diverse scariche a rapida frequenza che non vengono  percepite dall’occhio umano (grazie alla persistenza della visione), ma che possono causare un fastidioso sfarfallio nelle immagini riprese da una videocamera, se non si effettuano i dovuti accorgimenti.

Su Wikipedia è possibile trovare una classificazione delle lampade a fluorescenza, che includono i neon e le lampadine a risparmio energetico.

Sfarfallio delle lampade nei video - Mappa delle frequenze e voltaggi usati nel mondo (fonte: Wikitravel.org)

Mappa delle frequenze e voltaggi usati nel mondo (fonte: Wikitravel.org)

La frequenza delle scariche varia da nazione a nazione, a seconda della frequenza di rete utilizzata. I due standard sono 50 e 60 Hz, la loro diffusione la si può vedere nella mappa o consultando l’articolo di Wikipedia sugli standard elettrici nel mondo.

Evitare il problema

Il modo migliore per evitare il problema è Continua a leggere

The Ambulance – Ci piace fare le cose in grande

Per fare un piccolo cortometraggio, ci vuole una grande attrezzatura. Ma quanto grande?

Beh, noi, per andare sul sicuro, non abbiamo lesinato sulle dimensioni!

Inscatolati su un Ford Transit del ’91 io e l’Assistant Director Gibo siamo andati dal nostro amico Stefano che si è reso disponibile a prestarci due “faretti”, come dicevamo noi.

O “lampioni”, come li chiamava lui.

Oggi abbiamo capito perchè. BAAAAM!

Faretti per il cortometraggio "The Ambulance"

L'Assistant Director fa la guardia all'attrezzatura.

Faretto per il cortometraggio "The Ambulance"

Sì. È grosso. Molto grosso!

Grazie anche per la panchina e i cavi!

Panchina e cavi per il cortometraggio "The Ambulance"

La panchina, oggetto emblematico del cortometraggio.

DIY Clapperboard – come costruire un ciak fai da te

DIY Clapperboard, ciak fai da te per video, film e cinemaCome si costruisce un ciak fai da te? Ogni ripresa di un cortometraggio che si rispetti dovrebbe iniziare con una bella inquadratura del ciak, o clapperboard in inglese, in cui sono contenute tutte le informazioni sulla scena che si sta girando per aiutare il lavoro in fase di montaggio.

Potrei forse escludere uno strumento del genere per le riprese di The Ambulance?

Certo che no, ovvio! Dopo il DIY Dolly, diamo il benvenuto al secondo tutorial fai da te – bricolage di questo blog!

Per cominciare a costruire il ciak, occorre recuperare il materiale adatto, che potete vedere nella foto. La lista della spesa include:

  • 1 lavagnetta magnetica di metallo, con tanto di cancellino, calamite e pennarello inclusi
  • 2 assicelle di legno ben levigate e piatte
  • 2 due giunti a L di metallo
  • 6 viti corte
  • 3 o 4 viti un po’ meno corte
  • 1 bullone a testa tonda, con filettatura nella parte terminale
  • dadi e rondelle
  • pennarello indelebile (di quelli per i CD)
  • trapano
  • seghetto
  • vernici spray bianca e nera
  • nastro isolante
  • nastro adesivo di carta
Materiale per DIY Clapperboard

Ecco il materiale di base. Lavagnetta, assicelle, viti, bullone, rondelle, giunti, nastro e vernice.

Il procedimento è molto semplice, se si è organizzati in una giornata si può finire tutto. Io ho iniziato due settimane fa perchè a casa mia il materiale da bricolage a disposizione consiste in chiodi e martello, per cui ho dovuto girare mezzo mondo per recuperare tutto il materiale.

Per cominciare occorre preparare le assicelle di legno. Quella inferiore può rimanere così com’è, mentre quella superiore, che dovrà alzarsi e abbassarsi per far funzionare il ciak, andrà arrotondata con il seghetto nella parte inferiore sinistra, come in figura.

DIY Clapperboard painting, la pittura del ciak per film e video

La fase di pittura. Si può vedere il bordo arrotondato dell'asicella superiore. Il foro non è ancora stato fatto, quallo che si vede nell'assicella inferiore è un buco che c'era nel legno. In questa fase stavo mascherando le parti da mantenere di colore bianco.

Dopodichè potete darvi alla verniciatura. Si parte con una mano di bianco per poi mascherare col nastro di carta (io ho usato l’isolante e il giornale, avevo quello sotto mano!) le parti che dovranno rimanere bianche. Con le assicelle così sitemate si può passare a dare il nero.

Una volta che le assicelle sono dipinte è il momento di fissarle tra di loro. Con un trapano si fa un buco sull’assicella superiore, dove andrà ad infilarsi il perno. Le viti corte fissano i giunti a L all’assicella inferiore, uno per lato, lasciando un buco libero per il perno. Le viti devono essere abbastanza corte da non toccarsi all’interno del legno. In alternativa alle viti è possibile bucare il legno e sostituirle con bulloni.

Il perno fissa tra i due giunti l’assicella superiore, lasciandole libertà di movimento. Tra i giunti e l’assicella occorre inserire due rondelle per facilitare il movimento del ciak e non rovinare il legno.

Una volta fatto ciò è possibile avvitare la lavagnetta al retro dell’assicella inferiore.

Con il pennarello indelebile si tracciano poi le linee e si scrive la descrizione dei vari riquadri, che potrà ovviamente essere personalizzata. In caso di errore è possibile utilizzare alcool e un panno bagnato per rimuovere completamente l’inchiostro.

Il ciak contiene dei campi in cui inserire le informazioni sul film, la scelta va a di ognuno, io nel mio ciak ho inserito queste:

PRODUCTION: il nome della produzione

SCENE: numero della scena

TAKE: numero della ripresa

DATE: la data delle riprese

SET: il luogo delle riprese

CAM: informazioni sulla videocamera, ad esempio fps o formato video

DIRECTOR: il regista

DOP: il direttore della fotografia

INT/EXT: riprese in interno o in esterno

DAY/NITE: giorno o notte

SYNC/MOS: audio sincronizzato o scena senza audio

Sulla lavagnetta si potrà scrivere con il pennarello incluso, di quelli cancellabili. Le scritte e le linee fatte con il pennarello indelebile rimarranno lì dove devono stare. Magico!

Per concludere ho aggiunto ai lati del ciak un bordo di nastro isolante, per evitare di dover girare film splatter di macchinisti dalle dita amputate!

Il ciak è pronto, siamo pronti per girare!

DIY Clapperboard, ciak fai da te per video, film  e cinema

Il ciak finito!

Scrivere una sceneggiatura – il software

Come si scrive una sceneggiatura? Quali sono i formati? Qual’è l’impaginazione corretta? Quali programi è possibile utilizzare per scriverla? A partire da questo post, cercherò di scrivere il più chiaramente possibile, per quanto le mie facoltà me lo permettano, tutto quello che so sulla sceneggiatura.

Per cominciare, ci occorrono gli strumenti giusti. Un foglio bianco e una macchina da scrivere fanno molto Jessica Fletcher e sceneggiatore d’essai, ma forse è il caso di valutare un’alternativa più versatile e moderna.

Un programma che ho scoperto qualche tempo fa e che sto imparando ad apprezzare è Celtx, scaricabile gratuitamente, con licenza Open Source e ampliabile a seconda delle necessità con alcune opzioni a pagamento. Il progetto è cross-platform, disponibile quindi per Linux, Mac e Windows.

Screenshot del software di pre produzione Celtx

Uno screenshot del programma.

Come altri programmi professionali e a pagamento, Celtx include tra le varie opzioni un editor di testo configurato appositamente per scrivere una sceneggiatura, sia teatrale che cinematografica. È possibile inserire le intestazioni di scena, i vari tipi di ripresa, i dialoghi e i personaggi. È il programma che pensa a impostare i rientri di paragrafo e gli altri stili di formattazione. Man mano che la sceneggiatura prende forma aumentano i dubbi sul contenuto o sull’ordine delle scene; lo strumento di inserimento note è stato creato per poter aggiungere commenti in qualsiasi punto della storia, evitando di stravolgere la versione finale e lasciando libertà alle modifiche di uno sceneggiatore indeciso o, ancora meglio, di un lavoro fatto a più mani.

PRE-PRODUZIONE ORGANIZZATA

PERSONAGGI

Celtx non si tratta di un semplice programma di scrittura, ma di una suite completa che include tutto il necessario per la pre-produzione di un progetto, dal semplice cortomoetraggio al lungometraggio. Ad ogni sceneggiatura possono quindi essere abbinati dei personaggi con relative schede, in cui è possibile descrivere i tratti somatici, le caratteristiche psicologiche, gli obiettivi e i ruoli di ognuno. Ad ogni personaggio è riservato uno spazio per una foto dell’attore o un’illustrazione che lo raffiguri. Celtx tiene inoltre traccia di tutte le scene della sceneggiatura in cui il personaggio ha dei dialoghi.

STORYBOARD

Altra funzione interessante è quella di poter inserire le immagini dello storyboard, un utilissimo strumento per avere un’idea chiara dell’andamento della storia, delle inquadrature e dei movimenti della cinepresa. Perfetto anche per presentare la storia a tutta la troupe, qualità dei disegni permettendo. Per quanto mi riguarda, i miei sono largamente impresentabili, ma insomma, l’importante è la storia!

Celtx comunque non è schizzinoso e digerisce qualsiasi immagine gli propiniate, creando automaticamente uno schema di storyboard organizzato secondo le intestazioni delle scene nella sceneggiatura, con spazi preimpostati per l’inserimento di immagini digitali o scansioni di bozze fatte a mano, risparmiandovi dei gran grattacapi per la stampa.

PROGRAMMA DI RIPRESA

Una volta riuniti con la troupe e il cast per il nostro progetto, viene il momento di programmare le date delle riprese. Celtx fornisce un calendario in cui è possibile trascinare le intestazioni delle scene che abbiamo scritto nella sceneggiatura, organizzando le date e gli orari delle riprese in modo da ottimizzare i tempi. È possibile anche inserire gli spostamenti da una location all’altra e impostare i giorni di riposo.

Nella prova pratica trovo il programma semplice da utilizzare, intuitivo e un valido strumento per chi muove i primi passi nello scrivere una sceneggiatura. L’avere tutti gli aspetti dell’organizzazione sottomano è utile a chi come me non ha ancora ben chiara l’idea di come procedere per girare un cortometraggio. La nota negativa sono le opzioni a pagamento, a dire il vero non indispensabili per piccoli progetti, ma l’assenza nella versione gratuita della possibilità di lavorare a più mani su un progetto in condivisione è una grande pecca per un programma così valido.

Ovviamente Celtx è solo uno strumento, alla base di un buon progetto dev’esserci un’idea valida, ma di questo parleremo in un altro post.

Il programma è scaricabile dal sito ufficiale di Celtx

DIY Cinema Dolly – come costruire un dolly fai da te

Diy Cinema Dolly fai da te - come costruirlo


Mi sembra giusto dedicare il primo post all’attrezzatura fai da te per fare cinema che viene subito in mente a qualsiasi profano: il dolly. Nella fattispecie, un DIY Skate Dolly, cioè un dolly fai da te con ruote da skateboard o pattini. Il dolly è una delle attrezzature più utilizzate nel cinema e nel filmmaking, e consiste in qualsiasi cosa si possa spostare in modo liscio e fluido per muovere la macchina da presa. Solitamente ha ruote che scorrono sui binari, ma molti usano carrelli, sedie a rotelle, sedie da ufficio. Un piccolo budget può bastare per una grande idea!

In Internet si trovano centinaia di progetti su come costruirne uno (come trovarli?), dopo averne studiato qualcuno ho deciso di dedicarmi alla grande impresa.

Mi sembra utile scrivere un paio di dritte che a mio parere migliorano la struttura del dolly. La procedura si capisce dalle immagini, ma è davvero semplice.

La prima dritta riguarda i binari in PVC. Occorre fare in modo che il passaggio del carrello sia il più fluido possibile. Ogni saltello o irregolarità è ben visibile nelle riprese, e il fenomeno aumenta proporzionalmente all’aumento della lunghezza focale. L’ideale sarebbe avere un unico, lungo, binario, ma i problemi di trasporto sono ovvi. Nel mio caso ho creato due binari da 5 metri, ognuno composto da 5 pezzi da un metro, giuntati dall’interno in modo da resistere saldamente, ma facilmente assemblabili.

Dopo aver visto molti progetti più o meno audaci con viti, cunei di legno, barrette di legno arrotolato con nastro da pacco, mi sono rivolto a un amico tornitore con cui in un’oretta rilassata di lavoro ho creato dei giunti in alluminio. Leggeri, resistenti e anche belli da vedere.

Tengono che è una meraviglia.

Sono cilindri cavi di circa 5 cm di lunghezza, incollati per metà in un tubo in modo da non incastrarsi all’interno durante il montaggio. L’altra metà che sporge si infila precisa nel pezzo di binariosuccessivo senza staccarsi durante il passaggio del carrello. Una scanalatura ad anello da una parte del giunto, poco distante dal bordo, permette alla colla di fare presa. Io ho usato del Super Attak, ma qualsiasi colla simile è perfetta.

La serie di giunti che ho usato forma due terminali per binario, un doppio maschio centrale e due femmine per collegare il maschio centrale con i due terminali. Nell’ordine: terminale-femmina-maschio-femmina-terminale

Diy Cinema Dolly fai da te - come costruire

I binari sul carrello. Dall'alto: il terminale, il doppio maschio, la doppia femmina.

Diy Cinema Dolly fai da te - come costruire - dettaglio del binario del dolly.

Dettaglio del binario. Il giunto esce per metà ed è a filo con il diametro interno del tubo (3.5cm). Una leggera pressione lo inserisce nel tratto successivo di binario.

Le altre due dritte riguardano la costruzione dell’impalcatura per le ruote e la loro disposizione.

Solitamente i progetti che si trovano indicano di utilizzare un profilato angolare a cui attaccare le ruote, fissando lo stesso alla tavola tramite diversi bulloni che lo trapassano nella piega ed escono dall’altro lato del ripiano.

Io ho preferito rivolgermi a un fabbro e farmi piegare una lamiera su misura, abbastanza spessa da non flettersi, e saldare quattro piedini per il fissaggio. Il motivo è che un bullone che trapassa la piega indebolisce la struttura dell’angolare, e la pressione data dal peso della videocamera e del treppiede rischia di appiattirlo, disallineando le ruote. Al contrario, quattro piedini ai lati evitano che l’angolare si “afflosci” su se stesso.

Inoltre, per evitare di fuoriuscire dall’altra parte della tavola e avere così una superficie completamente liscia, ho fissato gli angolari tramite quattro viti autofilettanti corte invece che bulloni.

Ho sfalsato la posizione delle ruote per evitare che passino contemporaneamente sui giunti, riducendo ulteriormente i saltelli.

Diy Cinema Dolly fai da te - come costruire - dettaglio dell'angolare del dolly

Dettaglio dell'angolare del dolly con le viti di fissaggio. Si vede anche la posizione sfalsata delle ruote.

Diy Cinema Dolly fai da te - come costruire - ruote dollyLe ruote utilizzate sono STAR HD 80, con cuscinetti, da pattinaggio artistico, recuperate a costo zero da una pattinatrice.

Per il fissaggio di ognuna ho usato un bullone del 6, due ranelle lisce, due ranelle zigrinate e tre dadi. È importante mettere le due ranelle lisce da una parte all’altra della ruota, una a contatto con la testa del bullone e una con il primo dado. La ruota deve essere libera di girare, quindi il primo dado deve essere appena appena a contatto. Per evitare lo spostamento verso la ruota, lo si stringe a una ranella zigrinata e a un controdado.
Ed ecco il secondo vantaggio di non avere un bullone in mezzo all’angolare: una chiave inglese riesce a passare tranquillamente sotto al pezzo per svitare entrambe le ruote, nel caso vadano sostituite o cambiati i cuscinetti.

Diy Cinema Dolly fai da te - come costruire - fissaggio rotelle all'angolare

Un’altra modifica che farò presto sarà rivestire le ruote con un panno, una fascetta di gomma o qualcosa che renda lo scorrere sul binario meno rumoroso.
Ecco un primissimo video di prova. Non è un granchè dal punto di vista artistico, ma rende l’idea della fluidità. Ne arriveranno altri!